Ho iniziato a scrivere racconti in giro per il web, frequentando alcuni siti di scrittura creativa. E' stata una bella palestra che mi ha permesso di affinare alcune tecniche e di apprenderne delle altre. C'era il confronto che quando poteva definirsi sano era molto costruttivo. In uno di questi siti mi fermo un po' di tempo in più, c'era una comunità molto viva e variegata e i pezzi che pubblicavo riscuotevano un discreto successo. Ovvio che la vanità di chi scrive veniva ripagata da questi diffusi apprezzamenti.

Nel 2003 il sito che poi è anche casa editrice mi propone la pubblicazione di una raccolta di racconti.

Accetto e dopo qualche tempo nasce "Piccione ti voglio parlare" un libro legato a doppio filo con la musica.

E' il mio primo libro con tutti i pregi e soprattutto i difetti che lo caratterizzano.

 

Giovanni Di Muoio

 

Incipit da "Dio tra le camicie nel mio armadio"

 

Quel giorno che a Dio gli prese di parlarmi da Dio a uomo non c’ero proprio con la testa, avevo altro a cui pensare, c’erano i dubbi sul letto, nel lavandino, dappertutto.

Ero appena uscito dalla doccia tutto gocciolante, in TV l’immagine dei nei di Bruno Vespa mi faceva ricordare certi vecchi televisori fuori sintonia.

C’era, se non ricordo male, una porzione di Valeria Marini che se ne stava seduta vicino Don Mazzi, ciò che rimaneva della bambolona molestava senza vergogna alcuna Nicola Piovani, alieno tra gli alieni, che sembrava avere in mente una musica da film o la notte degli Oscar o peggio ancora il film “La calda notte dell’Ispettore Tibbs”. (continua)