diMostrare le cose a parole

Uscito nel Dicembre 2005 quasi in concomitanza con la nascita della casa editrice "Giulio Perrone" si compone di 21 racconti che Paolo Di Paolo non ha esitato a definire "Un perfetto manuale per l'uso di distanze e attese". Tra i brani va segnalato "Il pullman dei scemi" segnalato e recensito da Aldo Nove e inserito nell'antologia "Meccano" edita da Arpanet. Nella raccolta è presente anche il brano "Manca la carta" vincitore del primo premio assoluto come migliore opera di Narrativa al primo concorso letterario promosso dallo S.N.A.M.I. di Salerno.

 

 

Quando ho consegnato le bozze dei racconti al mio editore non ho pensato nulla. Ho solo detto a me stesso: i brani li hai scritti, la scelta l'hai fatta con coerenza seguendo i tuoi gusti, nell'insieme l'amalgama c'è. Potrebbe venire fuori qualcosa di buono sempre che l'editore decida di pubblicarlo o meno. A distanza di qualche giorno Giulio Perrone mi chiama e mi propone la pubblicazione. Il libro esce a dicembre del 2005 e anche se lentamente il passaparola inizia a creare sostenitori. La stragrande maggioranza di chi l'ha letto ne ha parlato bene e giuro che non ho pagato nè forzato nessuno. Aggiungo che anche Mariacarmela Leto e Giulio Perrone spesso usano questo libro nei seminari di scrittura organizzati dalla Giulio Perrone Editore come esempio. Una bella soddisfazione, non c'è che dire.

Difficile per me autore dire qual è il brano più bello o quello al quale sono più affezionato.

Certo che buona parte del successo di questo libro è legato al brano "Il pullman dei scemi" che tanta fortuna mi ha portato in questi anni.

E' un modo anche per ingraziare quanti, in questi anni, hanno apprezzato questo libro che anche a distanza di tempo continua a regalarmi soddisfazioni d'autore.

 

Giovanni Di Muoio

 

Incipit da "Loft on the left"

 

Il tipo body attack mi fissa con aria trombante fantasticando giochi proibiti nella sua Jacuzzi.

Poi ci sei tu, il motivo di questa mia sortita dopo un mese di forzata clausura in un loft psichedelico nel cuore di New York.

Mi hanno spedito qui come un plico posta celere. Ti parlo di contratti da rispettare e di scadenze alle quali adeguarmi.

Mi presento scrittore e sorridi vaniglia perché ancora non credi. (continua)