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Prevista il 1 ottobre l'uscita del mio nuovo libro dal titolo "Mille volte me". Edizioni LAB - Giulio Perrone Editore.



 

N E W S

 

Al Faenas Cafè, il 3 giugno 2010, alle ore 20.30, via Portuense 47, Giovanni Di Muoio legge da "Mille volte me", lettura scenica dal titolo "Pensieri, parole, opere e omissioni (moltissime le omissioni)" + inediti

 

 

Qui di sotto la copertina del libro

 

Dalla quarta di copertina:

 

 

 

 

"Guardo la gente, che inutile passione, meglio aspettare la vernice che si asciuga. Non cerco esempi, non voglio compromessi, non faccio file ma mi sto a sentire. Ho voce chiara, ho più di una certezza, diciamo mille e mille volte me"

 

Dopo un silenzio di qualche anno, torna Giovanni Di Muoio. Aveva esordito nel 2005 con la sorprendente raccolta “Dimostrare le cose a parole”, ed eccolo di nuovo qui. Tornano le sue atmosfere – sempre un po’ stralunate –, torna la sua leggerezza e la comicità delle sue storie (personaggi sempre un po’ borderline, magari perché troppo impigliati nei propri pensieri). Torna soprattutto uno stile: che mescola la dolcezza (si può dire tenerezza?) a uno sguardo anche caustico sulle cose del mondo. C’è – come nel libro d’esordio – una costante, sotterranea riflessione sulle parole, quasi che – scrivendo – Di Muoio non potesse sempre chiedersi “perché” (significativi in questo senso tutti i racconti che ironizzano su scuole di scrittura, vita e ambizioni da scrittore; ce n’è uno, molto divertente, che porta in parodia un serioso editing). Strambi e lunatici, i personaggi di Di Muoio sanno interpretare, con una leggerezza rara, un bel novero di inquietudini, contraddizioni e complicazioni comprese in quello che l’autore chiama “il rumore della vita che accade”.

 

Paolo Di Paolo